Locandina

Marcellino Pane e Vino 2.0


Commedia con Musiche in due atti scritta da Angelo Callipo
con musiche e canzoni di Eugenio Bennato e Enzo Gragnaniello
Regia Domenico Maria Corrado

Produzione : I Mercanti d’arte srl/tappeto volante


Chi non conosce la storia del piccolo orfano e degli amorevoli frati che lo accolgono? Marcellino pane e vino appartiene sicuramente alla nostra memoria, ma questo spettacolo pone un’altra domanda, se tale storia cioè abbia un senso anche nel nostro presente.

Chi potrebbe essere il nuovo Marcellino? Chi i nuovi Frati? A quasi vent’anni dall’inizio del nuovo millennio, chi sono i nuovi orfani?

Marcellino è per noi uno dei tanti bambini arrivati chissà da dove e chissà con quale mezzo. Una piccola comunità fatta di suore scaltre e dalla spiccata vocazione sociale, di maestri generosi e attenti, di adulti consapevoli e bambini vivaci, gli fa quadrato intorno, lo protegge, ma anche lo sprona.

In questo scenario matura la notizia che Marcellino rischia di essere rimpatriato, mettendo così fine al suo percorso di integrazione. Solo la decisione finale di Rosanna e Saverio, i due maestri che si sposeranno proprio per chiederne l’affidamento, permetterà a Marcellino di proseguire nella sua nuova vita.

Marcellino 2.0 è uno spettacolo sulla contemporaneità e i suoi fragili nodi, sugli abissi profondi di una società che non sa difendere i più deboli, ma anche sul coraggio di chi ascolta la legge morale che ognuno porta dentro di sé.
I temi di Marcellino 2.0 sono tanti: dall’integrazione al pluralismo, dalle paure verso l’altro agli eroismi quotidiani, dai paradossi di una burocrazia senz’anima alla capacità tutta umana di intuire che una soluzione è sempre a portata di mano.
Temi fondamentali tra i quali lo spettacolo si muove con leggerezza, usando l’arma dell’ironia e dell’arguzia, mantenendo un ritmo incalzante e non rinunciando a colpi di scena che spingono la vicenda a frequenti cambi di direzione.
Ricucire le lacerazioni della nostra quotidianità o resistere alle spinte cui siamo sottoposti è sempre possibile, se il sorriso resta un valore irrinunciabile. Ed è appunto proprio con il sorriso che proveremo a rispondere all’unica vera domanda che lo spettacolo pone: quanti Marcellino incrociamo ogni giorno? E quante volte rischiamo di non rendercene conto?
Marcellino, è un bambino arrivato in Italia con uno dei tanti barconi che affollano il Mediterraneo. il Nome gli è stato dato dai soccorritori, perché è stato salvato il 13 Settembre, giorno in cui si festeggia San Marcellino martire. Quale sia il suo paese di partenza non ha alcuna importanza. Così come non ha nessuna importanza come, dove e in che circostanze abbia perduto i suoi genitori.


Marcelino è solo. Ha appena quattro anni, quando viene sistemato in una casa-famiglia di suore amorevoli e intraprendenti. Il suo inserimento è faticoso, ma Marcellino è un bambino intelligente e pieno di curiosità. Da allora sono passati tre/quattro anni. Adesso frequenta la seconda/terza elementare.

La scuola è il luogo della nuova realtà. Una realtà allargata rispetto a quella delle suore: a scuola non è l’unico bambino, altri come lui e diversi da lui siedono nei banchi. Con loro litiga o gioca, a causa loro piange o sorride. Ma c’è un’altra novità: adesso ci sono adulti che si occupano di lui. Sono adulti premurosi, ma anche severi, a volte fanno ridere, a volte incutono paura.
In questa nuova dimensione Marcellino che, sente profondamente la mancanza di sua madre, non comprende il perché della sua assenza. A scuola però apprende molte verità. La sua storia assomiglia a molte altre storie: fuga dalla povertà o dalla guerra, giorni di mare su un barcone dove il mal di mare è l’ultima delle preoccupazioni, uomini senza scrupoli per i quali i cadaveri sono zavorra da gettare a largo, urla, pianti, strepiti, disperazione, un arrivo che non è mai definitivo, donne buone con i guanti bianchi e una croce rossa sul vestito, i primi biscotti e qualche timida carezza che asciuga le lacrime.
Dov’è mia mamma?

Marcellino non l’ha chiesto subito. Neanche alle suore. Ma è una domanda che si porta dentro. E adesso, a scuola, è arrivato il momento di tirarla fuori. Ci sarà qualcuno di questi, insegnati o maestri come li chiamano, che gli saprà dare una risposta?
Gli altri bambini una mamma ce l’hanno, quasi sempre anche un padre. Quasi sempre, ma non sempre. E questo lo tranquillizza. Un padre può anche non esserci, a quanto pare. Ma una mamma no. Una mamma ci deve essere. Da qualche parte, ma ci deve essere.

Marcellino spera che ogni giorno sia il giorno giusto per incontrare sua madre. E’ una speranza difficile da tenere viva, a volte non capisce le risposte che gli vengono date, a volte non capisce perché sua madre tardi tanto.
Ma le madri hanno una particolarità. Possono essere tante, si moltiplicano a dismisura, perché le madri sono amore e l’amore è concesso a chiunque.

Marcellino scopre pian piano che di una madre importa l’amore: c’è voluto un amore immenso perché la sua decidesse di metterlo su un barcone, solo un amore immenso può costringere una madre a non essere più il destino del proprio figlio.
Di una madre importa l’amore. Ed è l’amore a rendere ogni giorno madri gli uomini e le donne che incontriamo. Anche quando “la legge” dice che Marcelino deve essere “rimpatriato”!

Il nostro Marcellino, che nel film storico muore, oggi, per conoscere sua madre, dovrà tornare indietro?
Lo spettacolo è in due atti, della durata di 45 minuti ognuno, è inserito nel progetto “ Vieni a Teatro e poi ne parliamo” un esperimento di Teatro Forum, che prevede alla fine di ogni rappresentazione un dibattito animato dal regista e dagli attori, che coinvolge attivamente gli studenti spettatori, e i loro insegnanti, durante il quale si cercherà di dare risposte alle domande e alle tematiche che lo spettacolo pone: dall’integrazione, all’accoglienza, dagli sbarchi dei clandestini alla solidarietà, dalle leggi dello Stato alla Pietas degli uomini. Una discussione ed un approfondimento che, assolutamente, non orientato, lascia libero arbitrio agli studenti, siano essi ragazzini dell’elementari che studenti delle superiori.

Tutte le classi che aderiranno allo spettacolo, potranno partecipare al concorso “Il bambino con la pagella” in memoria del povero ragazzino morto nelle acque del mediterraneo in seguito all’affondamento di un “barcone della speranza“ con un elaborato a scelta tra lo scritto sia in prosa che in versi, in forma pittorica, in forma audiovisivo, o in qualsiasi altra espressione didattica. Il Concorso, che prevede un premio per i migliori tre elaborati per ogni ciclo didattico ( elementari, Medie e superiori) è patrocinato dal Ministero della Pubblica Istruzione, dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Campania, Dall’Ufficio Scolastico Regionale della Campania e dalla Cgil Flc Cgil (Federazione Lavoratori della Conoscenza)
Lo spettacolo debutterà il 20 ottobre al Teatro auditorium San Alfonso dei Liguori di Pagani per essere poi rappresentato in tournèe a Roma al Teatro degli Eroi e nei più prestigiosi teatri delle più importanti città della Campania, e delle regioni del Sud Italia.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Contatti | 081 863 15 81 - 339 18 88 611


Costo  Biglietti: 10,00 €

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